L'impronta ecologica

L'impronta ecologica è un indice statistico, che viene utilizzato per misurare la richiesta umana nei confronti della natura. Essa mette in relazione il consumo umano di risorse naturali con la capacità della Terra di rigenerarle.

In pratica, l'impronta ecologica misura l'area biologicamente produttiva di mare e di terra necessaria per rigenerare le risorse consumate da una popolazione o da una certa attività umana e per assorbire i rifiuti corrispondenti, dovuti principalmente alla tecnologia.

Il tema è di particolare attualità nella fase odierna, caratterizzata non solo dalla crescente difficoltà a gestire il congestionamento delle aree urbane in Paesi industrialmente avanzati come l’Italia, ma anche a causa dei crescenti consumi di quei Paesi, come la Cina e l’India, contraddistinti da popolazioni molto grandi e rapida crescita economica.

L'impronta ecologica viene utilizzata principalmente quale strumento di sensibilizzazione sui temi ambientali, visto che essa  permette di stimare quanti pianeta Terra servirebbero per sostenere l'umanità, qualora tutti vivessero secondo un determinato stile di vita.

Confrontando l'impronta di un individuo (o regione, o stato) con la quantità di terra disponibile pro-capite (cioè il rapporto tra superficie totale e popolazione mondiale) si può capire se il livello di consumi del campione è sostenibile o meno.

L’impronta ecologica viene calcolata considerando sia i consumi di beni che di energia. Per i primi, si mette in relazione la quantità di ciascun bene con una costante di rendimento, espressa in chilogrammi per ettaro, al fine di ottenere la superficie di terreno equivalente che viene consumata.

Per i consumi di energia, quest’ultima viene convertita in tonnellate equivalenti di anidride carbonica (CO2), per calcolare la quantità di terra forestata necessaria per assorbirla.

Il concetto di impronta ecologica è stato introdotto nel 1996. A partire dal 1999, è stato adottato dal WWF, che ne aggiorna periodicamente il calcolo nell’ambito del Living Planet Report.

Gli studi del WWF evidenziano come gli attuali consumi già superino la capacità del nostro pianeta di compensarli con le risorse naturali. Il grafico che segue, tratto dal Living Planet Report, mostra una stima dell’andamento dell’impronta ecologica, la quale ha già superato il consumo di un pianeta Terra, basata su tre diversi scenari.

Scenari per l’impronta ecologica, 1961-2100

Fonte: WWF.

Cosa interessa tutto questo ad un’azienda?

Un’azienda o uno studio professionale al passo coi tempi non ignorano i temi legati alla responsabilità sociale d’impresa (abbreviata a volte in “CSR”), un concetto anche questo nuovo e molto importante.

Secondo tale visione, che Amelya ha fatto propria, è possibile ed opportuno integrare preoccupazioni di natura etica all'interno della visione strategica d'impresa.

L’adozione di un comportamento socialmente responsabile, da parte di un’impresa, permette di conseguire un vantaggio competitivo e di massimizzare gli utili di lungo periodo, tenendo in considerazione certi fattori immateriali che i consumatori apprezzano sempre di più.

L’impresa, infatti, non vive in astratto di vita propria, ma opera all’interno di un tessuto sociale di cui deve seguire costantemente le evoluzioni.

In parole molto più povere, la consapevolezza della propria impronta ecologica può aiutare l’azienda a promuovere la propria immagine come ecologicamente responsabile.

Se tutto ciò può sembrare astratto, si pensi ad un’azienda come Ikea, che ha fatto della sostenibilità ambientale un asse portante della propria strategia di immagine, con i risultati che tutti conosciamo.

I link dell’articolo

Creative Commons License
I contenuti di questo articolo, ad eccezione di tabelle ed immagini, sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5.